IL COVID-19 E IL TRAUMA

IL COVID-19 E IL TRAUMA

L’importanza della narrazione

L’anno 2020 sta per terminare e, come spesso accade, si tirano le somme.
Il Covid-19 ha spadroneggiato sulle e nelle nostre vite. Ha invaso le case, gli ospedali, le scuole. Ha seminato terrore, ha lasciato vuote per mesi le strade delle nostre città.
Un anno, il 2020, TRAUMATICO per tutti.
Le origini del termine Trauma risalgono al verbo titrosko che significa perforare e quindi si collega direttamente il concetto di ferita, lesione, danno.
Ciò che spesso non si prende in considerazione, però, è la radice del verbo, che invece significa sfregare, nel senso di pulire.
Esiste una dualità di significato, dunque. Due poli opposti contenuti in uno stesso termine per cui un’esperienza traumatica potrebbe lesionare e segnare a vita una persona, ma potrebbe anche rinnovarla e farla risplendere di una luce vitale capace di scrivere una nuova storia individuale. Una storia individuale nuova che può essere raccontata, espressa, resa visibile a sé stessi.
La narrazione del Trauma, in questo momento storico così delicato, risulta essere di fondamentale importanza. In questo l’aiuto viene da esperti psicologi che supportano nella narrazione, aiutano ad esplorare il Trauma causato da un anno dominato dal Covid-19. Questo può facilitare il passaggio di polo del concetto di Trauma: da quello della lesione, al polo opposto del pulire. La pulizia garantisce spazio nuovo, per cose nuove e, perché no, migliori.  
All’interno della narrazione di un Trauma, dunque, può avvenire un cambiamento, di quelli sani, di quelli belli, che mettono in luce le nostre ombre donandole una dignità e un’espressione tale da poter rinascere rinnovati e più forti.

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