Famiglie e aggressivitĂ 

Famiglie e aggressivitĂ 

Come gestire al meglio gli spazi in famiglia per attenuare i conflitti

I litigi familiari hanno spesso come motivazione di base la gestione del territorio, questo perché condividere lo spazio non è una cosa semplice per noi esseri umani.Che si tratti di tensione tra fratelli o tra genitori e figli, spesso si litiga per questioni di spazio. É importante sapere che Ognuno di noi ha un limite che definisce quanto siamo disposti a condividere il nostro spazio con l'altro e dove questa condivisione termina. Questa é il bisogno di territorialità

Cosa è il bisogno di territorialità?

La territorialità è un bisogno umano e non è un argomento semplice da trattare o contrattare. Maslow nella sua piramide dei bisogni umani lo inserisce tra i bisogni di sicurezza, subito dopo i bisogni fisiologici di sopravvivenza (mangiare, bere, dormire, etc...).
Questo vuol dire che parliamo di un bisogno fondamentale che, se non rispettato, può generare stress e aggressività.

Dobbiamo ricordarci che il bisogno di spazio è un bisogno essenziale e non un capriccio, per questo va preso in seria considerazione e gestito in modo adeguato!

​
La famiglia rappresenta un luogo sia fisico che psicologico di convivenza tra più persone, questo significa che in qualche modo tutti i suoi componenti dovranno confrontarsi su questo tema. Di fatto, ogni componente della famiglia ha una sua propria territorialità, che si scontrerà con quella degli altri generando spesso dei conflitti.

Cosa succede quando il proprio territorio è minacciato?

Vedere invaso il proprio territorio significa sentire minacciato il proprio bisogno di sicurezza, questo implica un necessario aumento della aggressività che potrà manifestarsi sotto forma di rabbia e irritazione o aumento dello stress.
Pensate a cosa provate se, in casa inciampate in un paio di scarpe abbandonate al centro della stanza o se non potete mai scegliere il programma televisivo da vedere...
Le caratteristiche caratteriali individuali determineranno la reazione del singolo individuo, ma che sia una rabbia manifesta o trattenuta sempre di rabbia si tratterà.

È bene sottolineare che il bisogno di territorio e spazio è sia dei figli che dei genitori!


Questo vuol dire che, anche un genitore che fatica a trovare uno spazio nel quale poter fare quello che desidera, sentirà frustrazione e tensione. 
Quindi rabbia, tensione e stress tra i componenti della famiglia, saranno i primi sintomi di una situazione famigliare in cui lo spazio viene mal gestito e poco rispettato.
In un clima del genere i litigi diventano l'unico modo di “separarsi” dall'altro alla ricerca della propria territorialità.
Litigare va bene, è un modo per separarsi dall'altro e contrattare il proprio spazio, ma a lungo andare se i litigi sono continui o di forte intensità vuol dire che l'aggressività sta aumentando....meglio allora correre ai ripari.

Territorio fisico e psichico

Il territorio è qualcosa che ha che fare sia con lo spazio fisico in cui viviamo, sia con quello psichico. Lo spazio psichico è quello spazio intimo e personale che non deve essere invaso.
A volte i genitori fanno fatica a comprendere che i figli, nel tempo sviluppano proprie esigenze di spazio fisico, psichico ed emotivo...
Il mestiere di genitore non è semplice ed è naturale che un genitore si trovi spaesato e in difficoltà verso un figlio che cresce e improvvisamente sembra richiedere più spazio da vivere in solitudine e minore predisposizione a condividere i propri pensieri. Ma è importante conoscere e adattarsi ai cambiamenti che la vita di famiglia ci impone.
Ad esempio aiutare un bambino in prima elementare a svolgere i compiti è un supporto utile, ma supervisionarne i compiti in seconda media potrebbe essere una vera e propria invasione di spazio.

Cosa fare: Cultura ed educazione allo spazio

Riconoscere che la territorialità influisce molto sul nostro comportamento è già di per sé utile. In famiglia è importante parlare reciprocamente dei propri bisogni di territorialità ed esserne consapevoli.

Di fronte agli istinti e a bisogni così profondi e radicati può aiutarci solo la cultura, che permette di esercitare le nostre capacità di dialogo e mediazione con l'altro.


Sviluppare la parola e il dialogo consente di gestire molto meglio le emozioni! La parola esercita e sviluppa una parte del nostro cervello (corteccia prefrontale) che ha bisogno di fortificarsi per poter gestire meglio il flusso della rabbia.Questa è la funzione della educazione, che non dovrebbe essere vissuta come una serie di regole da gestire in modo passivo.

 L'Educazione è un processo dinamico di comprensione e apprendimento, è uno strumento di relazione fondamentale per lo sviluppo di una buona socialità.


È bene quindi parlare, confrontarsi con i figli, con il partner, raccontare le proprie necessità e trovare soluzioni adeguate. Molto importante usare la contrattazione e la mediazione come strumenti per entrare in relazione con l'altro, così la famiglia diventa un luogo dove sperimentare competenze sociali sane e mature.

 

 

Richiedi informazioni

Tutti i campi sono obbligatori